Francia, il paese della forza tranquilla?

“La forza tranquilla” è lo slogan che Jacques Seguela inventò per Mitterand nel 1981; mi è tornato in mente nei giorni scorsi mentre guardavo le immagini televisive sulle elezioni francesi.

Il pubblicitario francese lo aveva ripescato nella lunga storia del socialismo francese, saccheggiando Lèon Blum e Jean Jaurès.

Quest’ultimo era un pacifista e fu assassinato nel 1914 da un nazionalista, forse uno squilibrato, forse no. La sua morte spinse anche parte della sinistra francese ad aderire alla Union sacrée , di totale appoggio politico e sociale al Governo, quando Jaurès sosteneva il non interventismo nella guerra voluta dalla borghesia.

Mitterand vinse e quello slogan è stato l’ossessione per molti anni di schiere di pubblicitari e comunicatori, al punto che Seguela dichiarò che aveva fatto più pubblicità Mitterand a lui, che lui al Presidente.

Ma tutto ciò non importa. Guardando la campagna elettorale ho pensato che la Le Pen fosse la forza e Macron la tranquillità.

Una impressione rafforzata dalla lettura del suo libro Rivoluzione, pubblicato in Italia da La Nave di Teseo. Che tutto è fuorché un libro incendiario, anzi è anche talmente misurato da apparire talvolta noioso. Ma sicuramente contiene alcune affermazioni “tranquillizzanti”, in particolare nel tredicesimo capitolo intitolato “Proteggere i francesi”. Un capitolo assai meno forcaiolo di quanto ci si potrebbe aspettare in un paese che ha subito tre attentati.

Poi ho cambiato idea, anzi impressione: la forza tranquilla francese è rappresentata dalla nuova coppia presidenziale. Dove lui rimane la tranquillità, e lei la forza.

Il che, ovviamente, nulla ci dice sul futuro della Francia e dell’Europa. Tantomeno della sinistra. A meno che la forza tranquilla non sia quella del sistema finanziario, per ora senza freni, limiti e mordacchia.

 

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