Il lavamacchine marocchino e la religione del Libro

Il ragazzo dell’autolavaggio guarda i libri ammucchiati sul sedile posteriore della mia macchina, mi sorride e mi domanda: “A lei piace leggere?”Come domanda non è molto intelligente, ma è chiaro ad entrambi che è solo un modo per chiacchierare un poco, giusto il tempo di asciugare la carrozzeria e pulire i vetri all’interno. Poi aggiunge subito: “lei quanti libri legge ogni anno?”. Gli rispondo una cifra alta, molto alta, perché voglio capire la sua reazione. La sua faccia fa una piccola smorfia strana, e io temo di aver sbagliato la risposta.
Non ho sbagliato il numero, non è da questi che rimane impressionato, almeno credo.
“Ma lei che libri legge? Legge anche in altre lingue? Lei legge il francese?” sono tutte domande che ci stanno, e il ragazzo aggiunge subito: “Nei treni francesi il sessanta o settanta per cento delle persone ha sempre un libro aperto in mano.” E anche questo ci sta, va bene.
Insomma, il giovane marocchino (perché è venuto il momento di dirmi da dove viene) sta disprezzando gli italiani, gente che non legge i giornali e nemmeno i libri.
Ha fatto domande solo lui e io mi sento in dovere di chiedergli: “Ma tu leggi libri?” Mi guarda, sorride, e risponde “Sì, soprattutto, il Corano”.
E allora capisco che noi occidentali, pochi o molti che siamo, abbiamo la religione dei libri, ma ci sono altri che hanno la religione del Libro. Cristiani, ebrei, musulmani. Ma sono questi che fanno i lavamacchine.

Ps ho la reazione dell’occidentale impaurito, gli chiedo a bruciapelo: ma tu lo leggi bene?” Mi torna a sorridere: “Certo”. L’uomo occidentale ha la macchina pulita, la coscienza democratica sporca e un filo di paura dentro. Il mio motore batte in testa.

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