Grande è la confusione sotto il cielo, perciò…

Del discorso di Vasco Errani a Ravenna una sola parola mi è suonata strana: movimento. Errani e movimento mi paiono come l’olio versato nell’acqua.

Debbo intendere che si è solo all’inizio di un cammino? Che esistono pezzi della società e della politica disponibili a scomporsi per poi mettersi assieme? Debbo intendere che si potrebbe avvistare all’orizzonte una nuova forma partito, diverso da quello solido novecentesco e da quelli liquidi e gassosi del Duemila?

“Grande è la confusione sotto il cielo, perciò la situazione è favorevole”. Anche se la disse il compagno Mao Tse-tung (o Zhe Dong) non per questo è una fesseria. (Mao avrebbe aggiunto: che cento fiori sboccino).

Ovviamente parlo della sinistra e del centrosinistra. Ma non esiste l’Italia senza questa parte politica. La confusione è un problema, forse un danno, anche per il paese? Dipende.

La domanda è: stiamo guardando nello specchietto retrovisore incidenti e sorpassi che avvengono dietro di noi, cioè “nel passato”, mentre l’auto va in tutt’altra direzione, guidata da un pilota automatico?

La vera responsabilità nelle mani di tanti politici non è la divisione attuale ma la ricomposizione futura. Del resto, mi pare difficile che anche il PD rimanga fermo sulle posizioni che lo hanno visto prendere due sconfitte elettorali in rapida successione. Comunque vada, è impossibile che il possibile 40 per cento di Orlando ed Emiliano non influisca sulla linea politica del partito.

Insomma, spero che la parola crisi torni ad avere il significato originario, ovvero passaggio, e non quello che ha acquisito in un popolo di pessimisti. Cioè, morte.

 

 

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