Partito nuovo in una vecchia confenzione

La scelta della sigla DP per il nuovo partito della sinistra è sicuramente una inutile furbata (per confondere i più anziani che si potranno confondere con la sigla ribaltata) ma è allo stesso tempo una iattura,


poiché per un paio di giorni si discuterà di quanto porti sfiga chiamarsi come un partito di estrema sinistra, morto e sepolto. Peraltro, partito e sigla sono noti ai diversamente giovani.

Spero che in un paio di giorni riescano a gettare nel tritacarne dei media qualche argomento politico che seppellisca la facile ironia che si è aperta.

Serve la politica per battere una scelta comunicativa discutibile. Sperando che sia sufficiente.

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2 commenti su “Partito nuovo in una vecchia confenzione”

  1. Rifletterei piuttosto sulla riesumazione dell’idea di progresso come valore della sinistra. Lo aveva già demolito Leopardi, lo ha seppellito il pensiero del limite.
    La sinistra sembra avere un grande futuro dietro le spalle.

  2. Perfettamente ragione. Tra l’altro torna buono il vecchio detto di Giulio Cesare: Divide et impera! Con tanti partitini in cui ognuno vuole la sua parte e sarà più facile per gli avversari averla vinta!

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