Un finto ribellismo che ha in odio i più poveri

Avevo dato un’occhiata superficiale all’Amaca di Serra e ne avevo ricavato l’impressione che il suo pensiero fosse debitore di don Milani. Come dire: dalla mia panchina ho ascoltato una musica che conoscevo, anche per ragioni anagrafiche.


Mi attendevo le critiche, che sono arrivate puntuali, e per un poco ho pensato: guardano il dito, non vedono la luna.
Ma avevo sottovalutato l’odio che ha fatto venir fuori. Questa merda non è la cornice del quadro ma è il quadro stesso, la mia domanda è: perché?

Taglio con l’accetta: al ribellismo poverista e finto populista la sinistra in crisi non è riuscita a dare una diversa coscienza. Pensare che chi mena il professore sia un giovane Masaniello non rientra nel mio orizzonte visivo. Per la verità, e chiedo scusa, nemmeno Masaniello mi entusiasma. Perché è un povero straccione? No, perché è un povero burattino destinato a prendere sempre e solo un sacco di legnate. (Non scrivo che ci servirebbe un aggiornamento del libro di Eric Hobsbawn sui Ribelli, peraltro oramai impossibile, perché mi lascerebbero sacchi di merda alla finestra).

Seconda domanda: tutta questa gente, che spala Polonio 210 dalla mattina alla sera contro obiettivi ben individuati, ci è o ci fa? Non mi pare proprio che Serra abbia fatto un ragionamento radical chic, anzi: ha mostrato alle classi più povere (e più ignoranti, sì) come sono messe. Va bene così? A chi va bene così? Nelle parole di Serra, che è pur sempre criticabile, io ho ascoltato le parole di don Milani: l’operaio conosce 300 parole, il padrone mille e per questo è il padrone. Molto rozzo (allora e oggi) ma efficace.

L’Italia è il paese europeo con il più basso numero di laureati perché “tanto la laurea non serve”. Questo discredito nasce prima dell’università e ha come bersaglio tutta la scuola. Va bene così? A chi va bene così? Il discredito verso gli insegnanti è un altro anello della catena del disprezzo verso chi pensa, chi studia, chi ricerca, non è la richiesta di un allargamento del diritto al sapere. C’è del metodo nelle critiche di questi giorni perché anche tirare merda è una scienza esatta.

Se chi ha tirato la merda addosso a Serra è la fotografia di questo paese, non siamo messi bene, se chi l’ha tirata lo fa per convinzione politica allora si tratta di ribaltare questo poverismo, che in realtà ha in odio i più poveri, questo populismo che immagina un popolo bue e straccione.

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